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Aumenta il numero degli iscritti a 70.597 (+1,3%) e cresce la spesa assistenziale (+49,1%).

In crescita reddito medio (+2,42%) e volume d’affari (+0,94%) prodotti dagli iscritti nel 2019.

Il 2020 si è chiuso in positivo per Cassa Dottori Commercialisti che registra un avanzo corrente che supera i 476 milioni di euro, secondo quanto deliberato oggi dall’Assemblea dei Delegati riunitasi per approvare il bilancio di esercizio. Un dato in contrazione rispetto all’anno precedente, che vedeva delle poste straordinarie legate alla distribuzione del fondo extra-rendimento (121,5 milioni di euro) e una forte movimentazione positiva del fondo oscillazione titoli (184,7 milioni di euro), ma comunque superiore rispetto a quello del 2018 che superava i 401 milioni di euro.

Anche nel 2020 la somma viene imputata nella misura del 98% alla riserva legale prevista per i trattamenti previdenziali, e nella misura del 2%, ovvero la soglia massima prevista dallo statuto della Cassa, a quella relativa alle prestazioni assistenziali per un ammontare totale del patrimonio netto pari a 9 miliardi e 315 milioni di euro, ovvero 29,7 volte il valore delle pensioni erogate nel periodo, in crescita del 5,4% rispetto agli 8 miliardi e 839 milioni di euro registrati nel 2019 (pari a 28,7 il valore delle pensioni erogate nel periodo).

Tra gli altri indicatori, sale anche il numero degli iscritti che con un +1,3% sul 2019 passa da 69.719 a 70.597 a fronte di un incremento nel numero di pensionati che passa da 8.536 a 8.988 con trend di crescita lievemente in calo rispetto alla variazione registrata tra il 2018 e il 2019, mantenendo comunque un ottimo e sostanzialmente stabile rapporto di 1 pensionato ogni 7,9 iscritti.

Continua anche per il 2020 l’incremento dei ricavi da contributi che con oltre 897 milioni di euro arrivano a sfiorare la soglia di 900 milioni di euro, segnando una crescita rispetto agli 879 milioni di euro dello scorso anno di +1,9%. Di questi, i dati più significativi riguardano i500,6 milioni di euro per contributi soggettivi (a fronte dei 488 milioni di euro nel 2019) e 329,2 milioni di euro per quelli integrativi (nel 2019 erano 326,3 milioni).

L’incremento dei ricavi da contributi soggettivi e integrativi è dovuto sostanzialmente a due fenomeni: dati più alti per reddito e volume d’affari dichiarati dagli iscritti che sono aumentati rispettivamente del 2,42% (€ 4.512,2 ml dichiarati per l’anno 2019 contro € 4.405,7 ml per l’anno precedente) e dello 0,94% (€ 7.939,8 ml contro € 7.865,6 ml) e incremento dell’aliquota media soggettiva al 13.34% superiore a quella scelta nell’anno precedente e a quanto stimato in fase di budget 2020.

“L’aumento dell’aliquota media soggettiva nonostante il periodo di difficoltà – spiega Stefano Distilli, presidente di Cassa Dottori Commercialisti – è un segnale importante di come stia crescendo la sensibilità degli iscritti rispetto al tema dell’importanza del risparmio previdenziale, come ci dimostra anche il fatto che dei circa 400 milioni di euro di contributi sospesi in fase emergenziale, a fine 2020 fosse già stato versato più del 60%”.

Sul fronte assistenziale, anche e soprattutto alla luce della crisi pandemica e dell’incremento delle iniziative di welfare offerte dalla Cassa ai propri iscritti, l’ammontare delle prestazioni erogate nel 2020 supera i 23 milioni di euro con un aumento del +49,1% rispetto a quello del 2019.

A far crescere la spesa assistenziale sono state soprattutto le nuove iniziative di welfare introdotte dalla Cassa nel 2020 per sostenere gli iscritti in difficoltà a causa dell’emergenza Covid: un totale di 5 milioni e 734mila euro è stato infatti destinato dalla Cassa ai 4.591 dottori commercialisti che nel corso dell’anno hanno fatto richiesta del contributo a sostegno della professione, di quello dedicato ai professionisti con studi in affitto e di quello a supporto dei finanziamenti.

“Questo ultimo anno – prosegue Distilli – ha evidenziato la centralità crescente dell’assistenza tra le attività della Cassa e non a caso nel 2020 abbiamo definito circa il triplo delle richieste pervenute rispetto all’anno precedente. A questo proposito siamo in attesa della conclusione dell’iter di approvazione della delibera adottata dall’Assemblea dei Delegati il 6 ottobre 2020 per destinare nei prossimi dieci anni agli interventi di welfare a favore degli Associati una percentuale dell’avanzo di gestione pari al 5% rispetto all’attuale 2%”.

Cresce anche il totale erogato per i trattamenti pensionistici che rispetto allo scorso anno segna un incremento del 5,3%, arrivando a un totale di oltre 323 milioni di euro.

Contestualmente al bilancio 2020, l’Assemblea dei Delegati ha approvato anche la prima revisione del budget 2021 che, sulla base di una stima prudenziale che tiene conto degli impatti attesi dal periodo di emergenza pandemica, prevede nel corso dell’anno una crescita del 6,6% nella spesa previdenziale e del 29% in quella assistenziale che arriverebbe a 30 milioni di euro. E il tutto a fronte di un aumento delle riserve previdenziali a oltre 9 miliardi e 700 milioni di euro e di una contrazione nell’avanzo corrente dell’11% (da 476,3 a 421,2 milioni di euro). Per il 2021 si prevede anche un numero di iscritti pari a 71.500 (incremento di circa mille professionisti rispetto al 2020) e un numero di pensionati pari a circa 10mila posizioni, con un rapporto di un pensionato ogni 7,1 iscritti.