Green Retail  -  Epta - L’evoluzione del food retail: desiderio di normalità o di cambiamento?
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Epta - L’evoluzione del food retail: desiderio di normalità o di cambiamento?

Intervista a Giorgio De Ponti, Product Strategy Manager di Epta e Professore di Industrial Design al Politecnico di Milano.

Il 2020 ha portato a cambiamenti radicali nelle abitudini dei consumatori e alla definizione di dinamiche di acquisto dettate dalla ricerca di comodità e sicurezza. Per rispondere a tali esigenze, i Retailer si sono reinventati, offrendo servizi innovativi e un’inedita interpretazione dei luoghi di vendita, in grado di valorizzare salute e benessere. In questo contesto, il cibo assume un ruolo chiave nella definizione dello spazio: dalla disposizione degli elementi nel layout, fino alla prossemica delle relazioni.

Approfondiamo l’argomento con Giorgio De Ponti, Product Strategy Manager di Epta e Professore di Industrial Design al Politecnico di Milano.

Quali sono le prospettive per il futuro dell’integrazione tra il canale fisico e online?

Nella prima metà del 2020, l’omnicanalità è stata al centro delle strategie delle Insegne. Tutti i servizi online, dalle consegne a domicilio, al click & collect con ritiro anche presso i locker, hanno registrato una crescita esponenziale. Oggi stiamo assistendo ad una fase di stabilizzazione: i retailer, pur continuando a potenziare le innovazioni tecnologiche offerte dal mondo digital, si stanno concentrando nella definizione di un nuovo punto vendita fisico. Un luogo dove far riscoprire, ancora più che nel passato, il piacere di fare la spesa e in cui l’esperienza e la valorizzazione delle relazioni con il personale giocheranno un ruolo fondamentale.

Qual è l’eredità positiva del 2020 nel mondo Retail?

E’ interessante notare come il 2020 abbia condotto ad un’accelerazione di tendenze esistenti, che si stanno consolidando ulteriormente in questo periodo. La situazione globale ha, infatti, sollecitato una maggiore riflessione sia da parte degli attori della filiera, che dei consumatori. Le insegne e le aziende hanno moltiplicato le iniziative volte a promuovere principi etici, affermando il proprio impegno nei confronti delle persone, della comunità e del territorio. Allo stesso modo, i clienti scelgono sempre più le referenze bio, i prodotti nazionali e a km0, che si posizionano nel percepito come elementi di rassicurazione. Fattori di traino sono l’affermazione della cultura del bien être, così come la volontà di salvaguardare l’ambiente e fare la propria parte per rilanciare l’economia locale. Tali dati sono confermati da un recente sondaggio, secondo cui nel 2021 gli italiani premieranno il Made in Italy, gli alimenti biologici e “green”. Rispettivamente il 53% e il 48% degli intervistati sostiene che le categorie di prodotti con materie prime di origine nazionale e le referenze con un alto tasso di sostenibilità saranno le più performanti, insieme agli articoli realizzati con ingredienti freschi (+ 52%). Sta inoltre evolvendo presso i clienti il concetto di “prodotto sostenibile”, che viene sempre più interpretato come un connubio di rispetto dell’ambiente, produzione legata al territorio e filiera controllata (fonte Radio 24 Focus Economia- Il Sole 24 Ore).

Infine, vorrei segnalare tra i trend anche la conferma dei negozi di prossimità come punti di riferimento per i consumatori, poiché vissuti come luoghi familiari, all’insegna della sicurezza, dove il personale è sempre disponibile e attento alle esigenze della clientela e la qualità è garantita. Questa ricerca di prodotti genuini si declina anche in una crescente predilezione per gli ingredienti di base, che nasce da una riscoperta delle ricette della tradizione e del piacere di cucinare, oltre che dalla necessità di una garanzia superiore della salubrità dei cibi.

Quali sono le strategie adottate dai retailer per esaltare la qualità dei prodotti?

Alla luce della situazione attuale, registriamo una forte riduzione del tempo medio di permanenza all’interno dei punti vendita: nel valorizzare i freschi e surgelati e supportare il cliente nella selezione degli articoli il più velocemente possibile, la refrigerazione commerciale gioca un ruolo determinante. Epta, ad esempio, sta approfondendo gli studi sull’ergonomia visuale, fondamentale per orientare la scelta dei consumatori mediante un’esposizione ottimale. La definizione delle altezze, l’inclinazione delle mensole, il lighting design, la selezione di colori e materiali per le finiture concorrono, infatti, a migliorare l’interazione del cliente con il prodotto. Di primaria importanza, una perfetta visibilità delle referenze che, coniugata ad un’accurata estetica del banco, ne evidenzi la freschezza per invogliare all’acquisto. Ad esempio, nel reparto ortofrutta stiamo assistendo all’introduzione di isole refrigerate semiverticali, che si affiancano ai verticali positivi e ai tradizionali espositori non refrigerati. Un format che nasce dalla necessità di disporre la merce per tipologie di varietà e rispondere così alla richiesta dei consumatori di realizzare comparazioni rapide, mettendo al contempo in risalto i confezionati più apprezzati, della quarta e quinta gamma. L’attenzione alla qualità va di pari passo con una conservazione ottimale, che permetta di ridurre gli sprechi alimentari, garantire massima efficienza e continuità di esercizio. Il Gruppo, per supportare i retailer, offre, con EptaService, un servizio di telemonitoring che agevola l’analisi dei parametri di ciascuna soluzione installata, con una reportistica tailor-made ed una gestione degli allarmi concepita per assicurare prestazioni ed affidabilità costanti nel tempo. Un’assistenza qualificata i cui ulteriori benefici consistono in interventi di manutenzione tempestivi, nella riduzione dei relativi costi e dell’impatto ambientale.

Retail ed economia circolare: quale la roadmap per il futuro?

Ritengo che il retail del prossimo futuro si baserà sicuramente su un modello di Economia Circolare che abbraccerà, oltre ad una severa selezione delle referenze, una progettazione del layout dello store e delle attrezzature, a basso consumo energetico e costituite da materiali durevoli, riciclati o completamente riciclabili, secondo il principio delle 3 R: Ridurre – Riutilizzare – Riciclare. Diversi i fattori abilitanti che stimoleranno una più rapida conversione verso questo percorso: la forte sensibilizzazione del cliente finale alle tematiche ambientali, rafforzatasi ulteriormente nel corso del 2020 e l’imminente entrata in vigore del regolamento europeo Ecodesign (2019/2024), dedicato a tutti gli apparecchi per la refrigerazione commerciale destinati all’esposizione e vendita di articoli freschi e surgelati. Epta crede nella creazione di valore condiviso, che da sempre rappresenta un impegno quotidiano per l’azienda, anche nello sviluppo di soluzioni innovative, in grado di minimizzare la carbon footprint, in un’ottica di perfetta sinergia tra estetica, performance e sostenibilità.