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• La rapida decarbonizzazione porterà a un drastico calo dell'uso del petrolio a partire dal 2030, cedendo al gas naturale il primato di fonte di energia principale

• La quota dell'elettricità nella domanda finale di energia raddoppierà rispetto ad oggi toccando il 40% nel 2050, di cui due terzi forniti da fotovoltaico ed eolico

• Le emissioni raggiungeranno il picco nel 2025, ma già nel 2028 avremo esaurito il budget di emissioni di carbonio necessario a contenere di 1,5 gradi il riscaldamento globale

• L'Energy Transition Outlook propone la visione di DNV GL sul futuro dell'energia da qui al 2050 attraverso un modello che analizza 10 regioni e l'impatto su 3 settori economici, elaborando una previsione dell'andamento più probabile.

Una transizione energetica guidata dalla tecnologia, di una rapidità ed estensione sorprendenti, porterà alla rapida decarbonizzazione del mix energetico, con quasi la metà della domanda soddisfatta dalle rinnovabili entro il 2050. I costi delle tecnologie in continuo calo e le forze di mercato spingono per la transizione, ma senza interventi coraggiosi a livello di politiche energetiche c'è il rischio di mancare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi.

Questi alcuni dei temi più sfidanti emersi dal nuovo Energy Transition Outlook (ETO) che, grazie all'approccio indipendente e alle competenze tecniche di DNV GL, in sole tre edizioni è diventato una delle voci più autorevoli nel prevedere il nostro futuro energetico. La velocità della transizione si manifesterà con una serie di passaggi chiave nel prossimo decennio.

Nel dettaglio, il petrolio raggiungerà il picco di utilizzo a metà degli anni 2020, ma già entro il 2025 le spese in conto capitale (CAPEX) per le reti e le rinnovabili supereranno quelle per le fonti fossili. Nel 2026, inoltre, assisteremo al sorpasso del gas naturale sul petrolio quale singola fonte di energia principale, mentre nel 2030 comincerà a scendere la quantità complessiva di energia prodotta anche se il PIL mondiale continuerà a crescere. D'altro canto, l'elettrificazione trasformerà il modo in cui viene prodotta e consumata l'energia. Entro la metà del secolo il 40% della domanda finale sarà soddisfatta dall'elettricità (più del doppio rispetto al 19% nel 2017), il 63% della quale generato da pannelli fotovoltaici e impianti eolici. L'elettrificazione avrà un effetto dirompente anche sui trasporti su strada: entro il 2032, la metà delle nuove auto vendute nel mondo sarà elettrica. Grazie alla maggiore efficienza intrinseca dei motori elettrici rispetto a quelli a combustione, inoltre, nel 2050 il trasporto stradale consumerà meno energia di oggi nonostante un'espansione di ben il 75% del parco veicoli globale.

"Con le tecnologie già esistenti possiamo realizzare il futuro che desideriamo, compreso l'obiettivo di contenere entro 1,5 gradi il riscaldamento globale stabilito dall'Accordo di Parigi - afferma Remi Eriksen, Group President e CEO di DNV GL. (nella foto). Finora, però, il supporto alla transizione energetica è stato troppo sporadico. Il sostegno tedesco, giapponese e cinese all'industria fotovoltaica ha giocato un ruolo vitale per trasformare il mix energetico. L'adozione di veicoli elettrici in Norvegia e Cina è stata rapida grazie al sostegno del governo. Servono politiche diffuse a supporto delle tecnologie emergenti, con un sostegno costante nella fase di sviluppo per accelerare la transizione energetica".

Se dunque esistono già le tecnologie per raggiungere il target fissato a Parigi, è però necessario attuare politiche che promuovano maggiore efficienza energetica, maggiore ricorso alle rinnovabili e tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio su scala industriale. DNV GL ha proposto dieci misure da implementare per limitare il riscaldamento globale. Tra queste, investire 1.500 miliardi di dollari l'anno per ampliare e consolidare le reti, incrementare di 8 volte entro il 2030 la produzione di energia rinnovabile e, sempre entro il 2030, moltiplicare per 50 la produzione di batterie in modo da equipaggiare almeno 50 milioni di veicoli elettrici l'anno. Se proseguirà l'andamento attuale, le emissioni di CO2 raggiungeranno il picco nel 2025 e scenderanno alla metà dei livelli attuali soltanto intorno al 2050, il che comporterà un riscaldamento di 2,4 gradi entro la fine del secolo. Un forte stimolo per i decisori potrà venire dai costi sempre più accessibili.

La spesa energetica globale è attualmente pari al 3,6% del PIL mondiale, ma entro il 2050 scenderà all'1,9% grazie al calo della spesa in combustibili fossili, combinato con l'avvento di sistemi di elettrificazione a basso costo in cui i risparmi sui costi di gestione compenseranno ampiamente gli investimenti necessari sulle reti. Un'evoluzione che si rifletterà nella riduzione del tasso di intensità energetica (la quantità di energia richiesta per unità di PIL), che migliorerà a ritmi del 2,4% l'anno fino al 2050. L'intensità energetica diminuirà più rapidamente di quanto non aumenti il PIL e pertanto, dopo un picco massimo di domanda nel 2030, l'umanità comincerà a consumare meno energia a parità di prodotto.

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