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Genio & Impresa analizza come cambiano le catene di fornitura globale.

Politiche di offerta localizzativa, incentivi agli investimenti produttivi per la riqualificazione di aree industriali dismesse, una riduzione della pressione fiscale: ecco alcune delle proposte economiche presenti su Genio & Impresa, per incentivare il fenomeno del reshoring, ovvero il ritorno delle aziende nel loro Paese di origine.

Il blocco temporaneo ma improvviso delle lunghe catene di fornitura globali a causa della pandemia da Covid-19 ha fatto emergere la vulnerabilità e la dipendenza dei Paesi occidentali da fornitori esteri instabili e insicuri, portando alla rivalutazione delle priorità di ciascun piano economico nazionale. Si apre così la riflessione di Antonio Belloni, saggista e consulente aziendale, dedicata alle imprese del Bel Paese e pubblicata su “Genio & Impresa” che pone l’attenzione sul reshoring, ovvero un fenomeno che prevede il rimpatrio produttivo delle aziende.

Per incentivare la quota di imprese che hanno trasferito parte della loro produzione all’estero, secondo Belloni è necessario definire un programma economico che preveda politiche di offerta localizzativa e incentivi agli investimenti produttivi come la riqualificazione o riconversione di aree industriali o dismesse, un aumento del valore ammortizzabile, una diminuzione del divario del costo energetico con l’estero, una riduzione della pressione fiscale e infine contributi per le assunzioni nonché incentivi all’innovazione. A livello produttivo, i fattori che spingono sempre più aziende a ricorrere al fenomeno del reshoring sono, d’accordo con il saggista e consulente, una gestione e un controllo migliore, una maggiore efficienza nei trasporti e nella logistica, una qualità superiore nella realizzazione del prodotto e nella salvaguardia di marchi e brevetti.

Inoltre, riportare la produzione delle imprese sul suolo patrio si tradurrebbe in un significativo aumento dell’occupazione e degli investimenti, un circolo virtuoso che porterebbe inevitabilmente a una crescita del PIL e del gettito fiscale. Analizzando il fenomeno fuori dai confini del nostro Paese si nota come negli Stati Uniti dal 2004 siano rientrate oltre 1000 imprese, mentre la Francia ha permesso la migrazione del 40% delle aziende industriali tra il 2002 e il 2018.