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Vendite complessive per 4,6 miliardi di euro, nei 12 mesi terminati a luglio 2021.

Export a 2,9 miliardi. Tra i canali di vendita bene i negozi specializzati (+8%), i discount (+10,5%) e l'ecommerce (+67,3%). I dati resi noti da Nomisma, con Assobio e FederBio nel corso di Rivoluzione Bio a Bologna.

Anche per il 2021, Assobio è tra i principali partner di SANA, il Salone internazionale del Biologico e membro dell'Advisory board di Sanatech, a conferma del proprio impegno a tutela delle imprese del settore biologico. Un appuntamento da sempre molto importante per l’associazione che oggi rappresenta ben 107 aziende del settore (oltre il 60% del fatturato bio italiano), e che quest’anno sottolinea il ruolo di primo piano del biologico nelle strategie di rilancio post pandemia.

"In chiave di sostenibilità economica, ambientale e sociale, nell’ultimo anno il ruolo del biologico si è rafforzato grazie ad un mercato estremamente ricettivo verso i prodotti bio e di origine italiana – osserva Roberto Zanoni (nella foto), Presidente di Assobio -. Questo attribuisce uno speciale significato all’edizione 2021 di Sana, a pochi mesi dall’approvazione in Senato della legge sull’agricoltura biologica, che adesso attende il passaggio alla Camera, oltre ad essere l’espressione di un settore solido e con ampie possibilità di crescita, è anche l’affermazione della volontà sempre più frequente da parte dei consumatori di scegliere biologico e condividere i valori da esso veicolati".

Le iniziative messe in campo da Assobio in collaborazione con Federbio e Nomisma, andranno a sottolineare l’importanza e la centralità della manifestazione per l’intera filiera, che esce rafforzata da un anno che hamesso a dura prova l’economia mondiale. Un fattore continuo di benessere a tavola e di crescita per il Made in Italy agroalimentare, da sostenere con adeguate campagne di formazione e comunicazione, accompagnando il segnale proveniente dal pubblico e le politiche di indirizzo dell'Unione europea: il biologico italiano continua a piacere, sia nel mercato interno italiano che all'estero.

È quanto emerge dall'Osservatorio SANA sui numeri chiave, prospettive e ruolo per il comparto, giunto alla terza edizione in occasione di Rivoluzione Bio, gli Stati generali del Biologico, nel corso del 33esimo Salone internazionale del biologico e naturale, a BolognaFiere. Le vendite complessive del biologico sono in crescita del 5% in Italia e si assestano a 4,6 miliardi di euro, considerando i 12 mesi con termine a luglio 2021. Anche l’export #bio Made in Italy continua la sua corsa: +11% rispetto allo scorso anno, totalizzando 2,9 miliardi di euro sui mercati internazionali e confermandosi il Paese con il maggior numero di esportazione in Europa. L'Osservatorio SANA, realizzato da Nomisma in collaborazione con #assobio e FederBio, divide i consumi interni in “domestici”, pari a 3,9 miliardi di euro (+4%) e “fuori casa”, pari a 701 milioni di euro (+10%). La ristorazione collettiva e commerciale ritorna a crescere dopo il fisiologico -27% (487 milioni di euro) registrato nell'edizione 2020 dell'Osservatorio. La distribuzione moderna con il 56% fa la parte del leone tra i canali di vendita del domestico: 2,2 miliardi di euro (+2%) tra ipermercati, supermercati, libero servizio, specialisti drug, discount ed ecommerce. Gli ultimi due continuano a registrare i maggiori incrementi: +10,7% gli outlet a basso costo (205 milioni di euro) e +67,3% l'online (75 milioni di euro).

Il trend conferma quanto già osservato da AssoBio-Nielsen nel primo trimestre del 2021 per i due ambiti (+10,5 e +79%). Va segnalata la crescita dei negozi specializzati 'bio' (+8%), che soddisfano un quarto (26%) del consumo interno con quasi un miliardo di euro di vendite. Il restante 19% (723 milioni di euro, +5%), proviene da negozi di vicinato, mercatini, farmacie, parafarmacie, gruppi di acquisto solidale. Ma cosa c'è nel carrello biologico degli italiani? Considerando solo la merce preconfezionata a peso imposto, le tre referenze più vendute nella distribuzione moderna sono uova (137 milioni di euro), confetture e spalmabili a base di frutta (106,5 milioni di euro) e bevande vegetali (69 milioni di euro). La drogheria alimentare (pasta, prodotti da forno, conserve, sughi...) incide a valore per il 57% sul totale, seguita dal fresco con il 21% (formaggi, salumi, yogurt, uova), l'ortofrutta al 12%, bevande al 6%, carni e freddo al 2%. Il 54% della popolazione fra 18 e 65 anni viene considerato “consumatore frequente”, ossia mette a tavola prodotti 'bio' almeno ogni giorno o almeno una volta a settimana.

“L'Osservatorio SANA dimostra una volta di più che il biologico sta crescendo in Italia come in tutto il mondo – prosegue Zanoni –. Ma mentre siamo i primi in Europa per numero di coltivatori biologici (oltre 70mila) e di imprese di trasformazione (oltre 10mila), la spesa pro capite cresce lentamente: appena 70 euro contro i 188 euro in Francia, 180 euro in Germania (dati Fibl & Ifoam, 2021). Comunicazione, formazione e ricerca universitaria, istruzione scolastica: sono queste le linee su cui il governo italiano dovrebbe investire per innescare un processo virtuoso nello sviluppo di un'economia agricola biologica anche in Italia. Una svolta culturale necessaria, per sostenere produttori e distributori impegnati a fornire ogni giorno beni sostenibili a tutti i livelli della filiera, dal prodotto all'imballaggio, come dimostra lIndagine Assobio sul packaging sostenibile presentata a Sanatech”.