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Stappare una bottiglia e godersi il piacere di un buon vino in compagnia.

Poi, alla fine della cena, prendere lo smartphone, inquadrare il QR code sull’etichetta e togliersi ogni dubbio su come differenziare correttamente i rifiuti prodotti, rispettando le regole del Comune in cui ci si trova e le leggi vigenti.

Da oggi questa routine diventerà familiare per tutti i consumatori che sceglieranno di acquistare un vino Cecchetto. L’azienda, creata nelle terre del Piave da Giorgio Cecchetto nel 1986, è infatti la prima cantina ad aver scelto di inserire sulle proprie bottiglie l’etichetta ambientale digitale (EAD) sviluppata da Junker, l’app per la raccolta differenziata più diffusa ed evoluta d’Italia. Grazie a questa collaborazione, tradizione e innovazione si fondono per chiudere il cerchio di una perfetta esperienza enologica.

La scelta di un’etichetta digitale non è di per sé una novità nel mondo del vino. Fino ad oggi tuttavia le soluzioni proposte hanno riguardato solo le informazioni organolettiche e nutrizionali o le indicazioni di provenienza. La partnership tra la cantina Cecchetto e l’EAD di Junker app rappresenta invece il primo impegno per dare un’estensione digitale anche alle informazioni di smaltimento e di #sostenibilità dei packaging del vino.

DA OBBLIGO DI LEGGE A OPPORTUNITA’

La scintilla che ha dato il via a questa rivoluzione è arrivata dall’Europa, che nel 2018 ha introdotto il principio di responsabilità condivisa degli operatori economici nella promozione di misure atte a garantire la prevenzione, il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggio. In base al DL 116/2020, dal 1 gennaio 2022 sarebbe dovuto scattare in Italia l’obbligo di prevedere sui packaging un’etichetta ambientale, per informare correttamente i consumatori sulla natura dei materiali utilizzati e le loro destinazioni finali. Nel frattempo il Decreto Milleproroghe ha stabilito una sospensione fino al 30 giugno, dando dunque agli operatori altri sei mesi di tempo per adeguarsi. La soluzione digitale sviluppata dal team di Junker va oltre i requisiti indicati dalla legge e dalle linee guida di Conai. Fornisce infatti le informazioni di smaltimento geolocalizzate per ogni Comune italiano, grazie al GSM degli smartphone: una funzionalità impossibile per un’etichetta cartacea.

“L’utilizzo dell’etichetta ambientale digitale – conferma Sara Cecchetto, responsabile sostenibilità della cantina Cecchetto – ci ha consentito di rispettare le regole introdotte dal DL 116/2020 in materia di etichettatura ambientale e, anzi, di dare informazioni ancora più specifiche e chiare, senza stravolgere le retro etichette dei nostri vini, già piene di informazioni”.

TUTTE LE INFO AMBIENTALI IN UN QR CODE

L’EAD di Junker prevede l’inserimento di un QR code personalizzato. Inquadrandolo con qualsiasi lettore di QR code per smartphone, in qualsiasi paese europeo si trovi, l’utente visualizzerà direttamente l’etichetta ambientale del prodotto, tradotta in 10 lingue e accessibile anche a non vedenti e ipovedenti. Di ciascun elemento del packaging (bottiglia, tappo e capsula), il consumatore conoscerà così il materiale di cui si compone e come deve essere differenziato. Nella scheda saranno inoltre comprese ulteriori informazioni sulla sostenibilità del prodotto.

“Si tratta di una tecnologia che, con l’app Junker, abbiamo sviluppato già sei anni fa”, spiega Noemi De Santis, co-fondatrice e responsabile comunicazione della piattaforma. “Siamo stati infatti i primi in Europa a immaginare un sistema in grado di agganciare ai codici a barre o ai QRcode dei prodotti di consumo tutte le informazioni sui loro materiali e le modalità di smaltimento. Oggi mettiamo a disposizione delle aziende il nostro know how e un database unico, composto da oltre 1,6 milioni di prodotti, per aiutarle a cogliere la sfida lanciata dal legislatore. È stato avviato un percorso da cui non si tornerà più indietro: lo chiede la norma, ma lo chiedono anche i consumatori, che sempre di più dimostrano di premiare gli sforzi dei produttori in tema di trasparenza e sostenibilità”.

“Come azienda certificata sostenibile dal 2017 attraverso V.I.V.A. La sostenibilità nella vitivinicoltura in Italia, programma promosso dal Ministero della Transizione Ecologica, il nostro impegno non è solo finalizzato a misurare e ridurre l’impatto ambientale generato dalla nostra attività produttiva, ma anche cercare di ridurre i rifiuti che ne derivano”, sottolinea Sara Cecchetto. “Per questo motivo, oltre ad aderire a progetti di riciclo, siamo impegnati nella ricerca di nuovi materiali e soluzioni per il packaging delle bottiglie e delle confezioni, che agevolino i consumatori nel riutilizzo o smaltimento delle varie componenti dell’imballaggio. L’EAD di Junker ha risposto a questa esigenza, diventando uno strumento fondamentale per stimolare e promuovere comportamenti virtuosi nei nostri consumatori".