ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Olio Extravergine: il prezzo pagato al coltivatore non seguirà il crollo del mercato
Information
Speciale GDO A cura di: Domenico Canzoniero

Olio Extravergine: il prezzo pagato al coltivatore non seguirà il crollo del mercato

Le giacenze di extravergine italiano sono più che raddoppiate in un anno e all'origine il prezzo è calato del 47%, ma a scaffale il ribasso si ferma all'8%. Giacomo Pedranzini, presidente di HonestFood, spiega perché il modello di prezzo equo sperimentato con Finoliva e Crai non seguirà il mercato al ribasso

Al 31 luglio 2026 nei depositi italiani c'erano 233.377 tonnellate di olio, il 43,9% in più rispetto a un anno prima. Di queste, 108.299 tonnellate erano extravergine italiano: due volte e mezzo il dato del luglio precedente. I numeri vengono dal rapporto Frantoio Italia dell'ICQRF, l'ispettorato antifrodi del Ministero dell'Agricoltura.

Nello stesso mese ISMEA ha rilevato un prezzo all'origine di 5,12 euro al chilo per l'extravergine italiano, in calo del 46,7% sull'anno e del 15,2% sul solo mese di giugno. A scaffale il movimento è stato molto più lento: 10,79 euro al litro a giugno, cioè −8%, con promozioni sempre più frequenti tra 6,99 e 7,99 euro, secondo i dati NielsenIQ elaborati dall'Osservatorio Sol Expo–Teatro Naturale.

In mezzo a questo scarto si colloca il lavoro dell'Osservatorio HonestFood–LIUC Business School, presentato a Milano a fine giugno. La ricerca ha scomposto il prezzo di una bottiglia da un litro venduta a 12,80 euro netti: 6,86 euro al produttore, un euro al frantoio, quasi due euro a imbottigliamento e confezionamento, il resto alla distribuzione. Da quella ricerca è nata una bottiglia di extravergine prodotta dalla cooperativa pugliese Finoliva e distribuita da Crai, con la ripartizione del valore stampata in etichetta.

Abbiamo chiesto a Giacomo Pedranzini, presidente di HonestFood e amministratore delegato del Gruppo Kometa, che cosa succede a quel modello quando il mercato si muove in direzione di un ribasso così consistente.

Con i prezzi all'ingrosso dimezzati, la quota di 6,86 euro al litro riconosciuta al produttore resta fissa o segue il mercato?

“Prima bisogna capire a cosa è dovuto il crollo dei prezzi all'ingrosso. Le cause possono essere diverse: un eccesso di produzione a livello mondiale che si riflette anche sui prezzi dell'olio italiano, politiche di dumping da parte di nuovi produttori emergenti come Turchia e Tunisia, un'eccessiva pressione promozionale esercitata dal retail sull'olio importato, che riduce il consumo dell'olio 100% italiano, e forse anche un'annata particolarmente generosa in Italia. Solo quest'ultima può avere qualche riflesso sui costi di produzione, che però non si riducono del 50% a fronte di un raccolto più abbondante.

Ne consegue che la quota riconosciuta al produttore dal modello HonestFood può subire una riduzione, ma ragionevole e contenuta, nell'ordine di un 8-10% al massimo rispetto al prezzo calcolato in precedenza. Non è una questione di meccanismi di calcolo, è la scelta di riconoscere sempre un prezzo che garantisca una giusta remunerazione al coltivatore. Se la coltivazione, la manutenzione e la cura del territorio, la biodiversità, la salubrità del cibo sono beni di primario interesse pubblico, allora a chi svolge queste attività dobbiamo garantire una remunerazione onesta del prodotto e quindi del lavoro, indipendentemente da condizioni di mercato estreme.

Se poi allarghiamo lo sguardo a tutta la filiera, come HonestFood intende fare, credo che nemmeno quell'adattamento sarebbe legittimo. Alcuni costi sono aumentati: l'energia, i trasporti. Guardando solo al prezzo di mercato delle olive si guarda un pezzettino. E se già a 12 euro un litro di olio non fa diventare ricco nessuno, con costi che sono aumentati, abbassando il prezzo rischiamo solo di diventare tutti più poveri”.

La bottiglia con il prezzo scomposto in etichetta è già nei punti vendita Crai?

“Non ancora. Entrerà in assortimento a novembre 2026 e sarà sugli scaffali dal primo trimestre del prossimo anno, a un prezzo oggi stimato attorno a 6,60 euro per la bottiglia da 500 millilitri. Ringraziamo Crai e il suo presidente Giangiacomo Ibba per la collaborazione, la generosità e la lungimiranza”.

Chi verifica il rispetto del disciplinare HonestFood, e con quale frequenza?

“Quella sull'olio è la prima iniziativa, speriamo di una lunga serie. In questo caso il controllo del disciplinare di produzione è effettuato da Finoliva, società benefit che rappresenta le cooperative di olivicoltori pugliesi e che quindi ha il controllo puntuale della filiera. Il controllo del disciplinare HonestFood è effettuato dall'associazione stessa, anche grazie all'Osservatorio HonestFood della LIUC Business School. Per il futuro stiamo costruendo un'alleanza con Fairtrade Italia, di cui HonestFood è diventata socio, per utilizzare la loro esperienza e la loro organizzazione nelle funzioni di controllo e certificazione”.

I produttori chiedono al governo un tavolo con le principali catene e lo stop alle vendite sottocosto. L'equità del prezzo si ottiene meglio con le regole o con accordi volontari di filiera?

“Servono entrambi. Le regole pongono le basi e danno le linee guida di un percorso virtuoso, gli accordi volontari danno più forza, offrono soluzioni per raggiungere gli obiettivi e aprono anche scenari inaspettati. Le vendite sottocosto in un Paese civile dovrebbero essere vietate per legge, con controlli e sanzioni severe per chi escogita soluzioni per aggirare il divieto, salvo che per prodotti la cui vita di mercato è già finita. I risultati raggiunti da Fairtrade nel promuovere il riconoscimento di un giusto prezzo ai coltivatori delle filiere del Sud del mondo, dal caffè al tè al cacao alle banane, sono una testimonianza chiara di quanto si possa fare anche su base volontaria”.

Il prossimo passo: il latte di montagna.

“Proprio insieme a Fairtrade, HonestFood affronterà ora un'altra filiera, quella del latte di montagna. Il nuovo progetto sarà presentato il 22 ottobre a Chiuro, in Valtellina, e si propone di coinvolgere il più ampio numero possibile di operatori del latte di montagna lombardo per elaborare e testare soluzioni che ne aumentino volontariamente la sostenibilità economica. L'obiettivo dichiarato è trasferire l'esperienza fatta con l'olio a una filiera dove il divario tra costi di produzione e prezzo riconosciuto all'allevatore è, da anni, altrettanto ampio”.

       

© Copyright 2026 Planet Life Economy Foundation - P.IVA 04012730968 | Privacy Policy | Cookie Policy | Credits

Nota Editoriale: Questo sito utilizza strumenti di Intelligenza Artificiale per rielaborare i comunicati stampa delle aziende con filtri specifici per prevenire il greenwashing. Usiamo inoltre l'IA per raccogliere informazioni e elaborare dati, migliorare lo stile di scrittura. In ogni caso, tutti i contenuti sono rigorosamente revisionati e validati dalla nostra redazione umana prima della pubblicazione.